VISITA DEGLI IMPRENDITORI CONFAPI ALL’INDUSTRIA ALBERTENGO DI TORRE SAN GIORGIO

VISITA DEGLI IMPRENDITORI CONFAPI ALL’INDUSTRIA ALBERTENGO DI TORRE SAN GIORGIO

I Piemontesi sono fatti di un’altra pasta, questo lo slogan dell’industria di panettoni Albertengo di torre San Giorgio protagonista del “Viaggio nel mondo delle imprese Confapi” del 22 ottobre 2026. Un viaggio nella storia di un’azienda, e contemporaneamente di una famiglia che da 5 generazioni è leader del settore in Italia. 

L’Albertengo Panettoni è un’industria piemontese leader nella produzione di panettoni e colombe, con una storia che porta avanti il nome di famiglia tramandata di generazione in generazione. Tutto nasce a Torre San Giorgio, nel cuore della pianura cuneese, dove il profumo dei panettoni Albertengo racconta ancora oggi una storia lunga 120 anni. Giovanni Battista Albertengo, apre nel 1905 un piccolo forno nel centro del paese che profumava di pane e dolci semplici, impastati all’alba. Nessuno poteva immaginare che quel laboratorio artigianale sarebbe diventato una delle industrie dolciarie più riconosciute d’Italia, capace di esportare panettoni e colombe in oltre 40 Paesi del mondo.

La storia della famiglia Albertengo è una di quelle che il capitalismo familiare italiano racconta meglio di qualsiasi manuale: continuità, radici, lavoro quotidiano, innovazione senza clamore. 

Dopo Giovanni Battista, il testimone passa al figlio Michele, poi al nipote Domenico, che accompagna l’azienda verso la modernizzazione. Oggi a guidare la quinta generazione ci sono i fratelli Livia e Massimo, affiancati dalla madre Caterina e dalla quinta generazione rappresentata dai giovani Giorgia e Amedeo, che stanno entrando in azienda con la naturalezza di chi è cresciuto tra lieviti, profumi di burro e canditi.

La trasformazione è impressionante. Da un laboratorio di paese a metà Novecento, Albertengo è diventata una realtà industriale con 25 mila metri quadrati di stabilimento (ma tra il 2026 e 2027 stanno raddoppiando), 50 dipendenti, 1,7 milioni di pezzi prodotti ogni anno e un fatturato di quasi 20 milioni di euro. Tre quarti della produzione sono panettoni, il resto colombe: lievitati che hanno conquistato scaffali e tavole in Europa, America, Asia.

Eppure, nonostante la crescita, l’azienda non ha mai rinunciato alla sua anima artigianale. «La qualità non si improvvisa», ricordano in famiglia. È una filosofia che si traduce in scelte precise: materie prime selezionate con cura maniacale, fornitori storici per farine, uova, burro, uvette, canditi, nocciole, mandorle. Da queste relazioni nasce il Protocollo Albertengo, un sistema di controllo della filiera che documenta ogni passaggio, dalla selezione degli ingredienti alla tracciabilità del prodotto finito.

La crescita dell’azienda non è frutto solo della tradizione. Negli ultimi decenni Albertengo ha investito in tecnologia, ricerca, automazione intelligente, mantenendo però la centralità del lievito madre e dei tempi lunghi di lavorazione. È un equilibrio delicato: macchinari moderni che dialogano con gesti antichi, innovazione che non cancella la cultura della pasticceria ma la amplifica.

Il risultato è una gamma di prodotti di fascia premium che ha conquistato premi e riconoscimenti internazionali. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha inserito il marchio Albertengo tra i “Marchi Storici di Interesse Nazionale”, un riconoscimento riservato alle imprese che hanno contribuito alla storia produttiva del Paese.

In un Piemonte che ha visto nascere alcune delle più importanti imprese alimentari italiane, Albertengo è un caso emblematico: una storia di famiglia che diventa industria, una tradizione che diventa brand, un prodotto che diventa ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Il forno di Giovanni Battista non c’è più. Ma il profumo sì: quello del lievito madre che continua a crescere, anno dopo anno, generazione dopo generazione.