La piattaforma accompagna le imprese dalla ricerca di partner alla costituzione di società, con servizi su fiscalità, dogana, logistica e fiere. Nel 2025 l’export italiano verso gli Usa ha raggiunto 69,6 miliardi di euro
È nelle situazioni difficili che nascono grandi opportunità. Per questo la Confederazione italiana della piccola e media industria privata (Confapi) ha deciso di varcare le soglie dell’Oceano Atlantico e offrire alle 118.000 Pmi del proprio mondo un pacchetto di misure per entrare e crescere nel mercato statunitense. Con questa finalità nasce «Confapi Usa», una piattaforma operativa per accompagnare le Pmi italiane negli Stati Uniti e garantire le condizioni per una presenza stabile.
Del resto, come evidenziato dall’ultimo rapporto congiunturale di Confapi (si veda ItaliaOggi dello scorso 29 agosto), i dazi americani non stanno avendo un impatto significativo per le Pmi, a differenza del blocco di Hormuz e delle vicende mediorientali. Proprio in occasione della presentazione del rapporto, il presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa aveva anticipato il progetto di «un hub logistico negli Stati Uniti per diminuire i costi di distribuzione e rafforzare ulteriormente la presenza delle nostre imprese». Un progetto che è adesso realtà.
Il contesto e le sfide del mercato americano
Per una Pmi italiana, gli Stati Uniti rappresentano sì una grande opportunità di crescita, ma anche un mercato con ingresso difficile da affrontare senza una rete: regole, fiscalità, dogana, logistica, ricerca di partner e distribuzione sono solo alcuni degli elementi che possono trasformare un’opportunità commerciale in un percorso lungo e complesso. L’obiettivo di Confapi Usa è andare oltre la logica della singola missione o della partecipazione a una fiera e mettere a disposizione delle imprese un presidio continuativo, capace di seguirle nelle diverse fasi del percorso. Dall’analisi preliminare del mercato alla ricerca di interlocutori, fino al consolidamento della presenza commerciale e, quando necessario, alla costruzione di un insediamento locale.
Gli Stati Uniti sono oggi il principale mercato extra-Ue per l’export italiano. Nel 2025 le esportazioni italiane verso gli Usa hanno raggiunto 69,6 miliardi di euro, segnando una crescita del 7,2% sull’anno precedente. Eppure la quota dell’Italia sulle importazioni complessive statunitensi resta intorno al 2,34%. Un dato che evidenzia, insieme alla centralità del mercato americano, anche un potenziale di sviluppo significativo.
Le difficoltà per le Pmi
È soprattutto per le Pmi che questo potenziale può essere difficile da trasformare in risultati concreti. Entrare negli Stati Uniti, infatti, non significa soltanto trovare un cliente: significa comprendere il mercato, individuare partner affidabili, affrontare gli aspetti fiscali e doganali, organizzare spedizioni e distribuzione e, in prospettiva, valutare la possibilità di strutturarsi direttamente sul territorio.
I servizi offerti dall’hub
L’hub mette a disposizione delle imprese servizi modulabili in funzione del livello di maturità e degli obiettivi perseguiti. Da strumenti di orientamento, come aggiornamenti sul mercato e assessment telefonici, fino a servizi specialistici on demand: ricerca di partner, B2B e missioni, ricerche di mercato, assistenza legale e fiscale, supporto per logistica, spedizioni, dogana e magazzino. Il percorso può proseguire con attività più strutturate: affiancamento nella negoziazione con distributori, costituzione di società e gestione amministrativa e fiscale, partecipazione a fiere, progetti di insediamento e joint venture, fino alla disponibilità di temporary manager e di spazi condivisi, come uffici e showroom.
«Con Confapi Usa aiuteremo le Pmi a conoscere e utilizzare al meglio gli strumenti già messi a disposizione dal Sistema Paese», commenta Andrea Paparo, direttore territori e reti di Confapi, responsabile dell’hub, «mi riferisco a quanto già fa Simest, con strumenti dedicati di cui noi stiamo promuovendo la conoscenza con le nostre Pmi. C’è poi l’Ice con il quale lavoriamo per favorire la partecipazione delle nostre imprese a iniziative e occasioni di business. Completa la lista la rete delle Camere di commercio italiane all’estero, anche alla luce della collaborazione avviata da Confapi con Assocamerestero».
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